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CARMINE
CAPUTO DI ROCCANOVA
Carmine Caputo di Roccanova, dopo aver conseguito i diplomi di Accademia di Belle Arti a Milano, prima pittura e poi scultura, si laurea in architettura (1998) presso il Politecnico di Milano con una tesi su Luciano Baldessari (relatore Fulvio Irace).
Alla fine degli anni Settanta studia una serie di “quadri polifunzionali”.
Nel 1983 vince il Premio San Fedele “Scultura
giovani” e inizia la sua attività artistica con mostre personali e collettive.
Dal 1996 è tra i promotori della manifestazione “Arte da mangiare mangiare arte”.
Nel 1998 riceve l’incarico per una scultura al Cimitero Monumentale di Milano. Nello stesso anno gli viene pubblicato sulla rivista “Broletto”di Como (a cura del Prof. Arturo Della Torre) il Nuovo Manifesto di Cucina Futurista scritto nel 1996.
Nel 1999 partecipa al 1° Premio Nazionale di Architettura, Trevi Flash Art Museum con il progetto di un Museo di Cucina Futurista.
Nel 2001 partecipa alla mostra dei soci al Museo della Permanente a Milano.
Nel 2002 scrive il Manifesto Artfood.
Vive e lavora a Milano.
NUOVO MANIFESTO DI CUCINA FUTURISTA
Alle soglie del 2000 si ripropone il problema che ha sempre assillato l’umanità:il cibo. E’ ora di esprimere un parere, ma soprattutto una presa di posizione nei confronti di ciò che più di ogni altra cosa rappresenta il vecchio in senso assoluto. Un nuovo atteggiamento che ci liberi dalle convenzioni odiosamente accettate e che neanche i nostri “padri” sono riusciti a sconfiggere. Vogliamo esprimere una posizione veramente nuova, al passo coi tempi, liberandoci innanzi tutto dall’influenza di coloro che hanno avuto il coraggio di precederci. Di essi salveremo poche cose, ma non li glorificheremo esaudendo il loro desiderio di trattarli come roba vecchia, dando spazio al nuovo inteso soprattutto come “energia”. Nessuna pietà per le vecchie idee né per i beceri buongustai. Del manifesto scritto nel 1930, noi salviamo soltanto la lotta contro la pastasciutta e l’auspicio che in un prossimo futuro possano essere distribuite pillole energetiche gratuite. Nessuna comprensione verso espressioni del passato, le cui ricette rappresentavano un piacere per l’occhio e per la gola. Noi glorificheremo l’aglio, la cipolla, il peperoncino,il pepe, le foglie d’ortica crude e il rafano. Solo con la combinazione simultanea di questi ingredienti si potrà ottenere un gusto veramente nuovo a cui educare le nuove generazioni. Noi diciamo basta alle abitudini immonde di inquinare lo stomaco con le sostanze putrefatte vendute sotto forma di dolciumi; basta alla regina delle sostanze putride che si chiama panna montata; stop alle brioscine morbide, calde e “tanto buone”. Noi lotteremo per l’abolizione delle pasticcerie e dei ristoranti rinomati, veri ricettacoli di germi diseducativi che attaccano la mente e il corpo. Vogliamo liberare la donna dalla schiavitù dei fornelli, per avere più tempo da dedicare alla lussuria. Noi cantiamo il pugno allo stomaco attraverso gli odori e i sapori della nuova cucina futurista. Nuovi programmi educativi verranno diffusi sul territorio nazionale per poi essere imitati dal mondo intero. Nelle mense scolastiche verranno preparati cibi con radici selvatiche rigorosamente amare, arricchite di aglio e peperoncino. Questa nuova alimentazione conferirà alle nuove generazioni una carica ed uno sprint creativo da non avere confronti con coloro che continueranno ad ostinarsi nella prosecuzione della dieta, ormai palesemente errata, della pastasciutta. Noi aboliremo il sale, frutto di tanti dissapori con mogli, mamme e sorelle a causa della sua mancanza nei cibi. Noi proponiamo il rafano tagliato a fette e mangiato a colazione al posto delle solite sostanze che ogni giorno ingeriamo. Bisogna entrare nel nuovo spirito dei tempi adottando atteggiamenti adeguati. Noi rendiamo omaggio a coloro che inconsapevolmente sono sulla buona strada per un atteggiamento da veri futuristi del 2000. Ecco un esempio di come mangia un passatista incallito: si siede, assapora i cibi (rigorosamente caldi) gustandoli e masticando lentamente; sprecando così inutilmente del tempo prezioso che potrebbe dedicare all’espressione di energia sotto forma di velocità o di “genio creativo”. Così mangia il futurista del 2000: cibi freddi, trangugiati rigorosamente in piedi, provando indifferenza per gli inutili sapori della cucina attuale; inoltre il futurista perfetto durante tutto ciò cammina anche a passo svelto. I nostri cibi saranno a zero calorie. Verrà abolito il vino, la birra, i liquori e quant’altro potrà essere esempio di gusto ingannatore per il palato. Nuove bevande verranno immesse sul mercato a base di succo d’aglio, di cipolla, di peperoncino e di rafano. Verrà abolito ogni controllo sulla diffusione di tali bevande: tutti potranno farne uso, a qualsiasi età e in qualsiasi quantità.
Milano 26 settembre 1996 Carmine Caputo di Roccanova
Tale manifesto è stato letto la prima volta nel Chiostro dei glicini della Società Umanitaria a Milano e citato dallo scultore Alfredo Mazzotta sul periodico A Viva Voce. Successivamente , in data 27/5/1997, letto in un’aula dell’Accademia di Brera nella giornata dedicata alla Cucina futurista organizzata dal Prof. Nicola Salvatore.
Inoltre vorrei ricordare il compianto Prof. Arturo Della Torre che nell’estate del 1998 ne curò la pubblicazione sulla rivista Broletto di Como.
Milano, ottobre 2003.
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