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ANTONIO SALAMINO
Nasce a Brindisi il 20-6-1953. Nel 1971 consegue la maturità artistica presso il liceo artistico di Salerno, nel 1975 consegue il diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari.
Insegna discipline pittoriche al liceo artistico di Teramo,vive e lavora nella stessa città.
Hanno scritto sul suo lavoro Pietro Marino critico d’arte di Bari, il Messaggero, il Tempo, il Centro di Teramo, il Resto del Carlino di Ascoli .
Regione Abruzzo n. 2 del 1989 cultura “artisti in toga”di Umberto Bacilli.
Video RAI 3 Abruzzo Teleponte, Verde tv
L’EMERGENZA ARTE PER L’EMERGENZA AMBIENTE
La motivazione.
È l’arte che disegna e crea nella forma l’ambiente, oggi purtroppo è la grande esclusa dallo sviluppo ambientale, le ragioni sono riconducibili alle lottizzazioni politiche ,alle oligarchie che gestiscono il mercato del bene di pubblico interesse.
Nel presente, l’arte deve essere anche un processo estetico che visualizza sul territorio la comunicazione dialettica delle coscienze, per realizzare un’immagine che rispetta la creatività dell’artista e risolvere problemi di forma, di plasticità, del colore, dell’estetica ambientale.
Oggi non ci si pone di risolvere il problema dell’inquinamento visivo e ambientale, il caos è l’immagine del nostro presente, l’emergenza arte per l’emergenza ambiente è un tema di lavoro al fine di “rigenerare la qualità ambientale, lo sviluppo locale del territorio, con l’obiettivo di costruire il nuovo patrimonio della città e dell’ambiente, non si può vivere solo di arte antica,quel patrimonio culturale che viene spesso restaurato facendo perdere il rango artistico all’edificio rivestendolo con il “vestito della domenica” con la tipica cultura da geometra di paese che non possiede nessun riferimento culturale, l’importante è spendere i finanziamenti pubblici e privati nel campo dell’arredo urbano che per la pittura scultura e arti minori non esistono lasciandoci morire di fame, e per gli architetti e ingegnerie geometri si è creata l’economia assistita salvandoli dalla fame, la torta c’è per tutti tranne per noi artisti che in Italia abbiamo creato il più grande patrimonio artistico del mondo.
Bisogna mettere in pratica un “Neorinascimento”che soddisfi la crescente domanda di estetica urbana e ambientale fatta con i criteri artistici come sono state fatte le città d’arte in passato.
Il neorinascimento è un antico bisogno negato alla città contemporanea e all’ambiente costruito per esigenze funzionali e speculative,in questo paesaggio urbano fatto di forme senza vita governato dalla cultura dell’indifferenza verso il diritto artistico “emergency art” lavora per creare il nuovo patrimonio culturale, un museo all’aria aperta proponendo ogni espressione estetica anche quella popolare un segno d’arte nato da una dialettica comunicativa. L’arte ha la capacità di rigenerarsi anche nella massima negatività,l’ambiente no, il fare arte spetta all’artista fate lavorare gli artisti da vivi non da morti per favore il loro lavoro consiste nel dare forma e qualità al disegno ambientale, nella cultura contemporanea quella di mercato è subordinato al critico al mercante al mecenate e la cosa si moltiplica in modo esponenziale dopo la morte i prezzi del suo lavoro aumentano e gli speculatori della cultura artistica guadagnano grossi profitti, una vita di lavoro spesa nel gioco di creare l’arte ma per chi? L’arte per l’arte non serve a niente, ancora meno se l’artista si lascia sfruttare da sciacalli pronti a vendere una vita intera di ricerca per quattro soldi solo perché si ha fame di tutto.
Chiudo con una frase di Ricasso... “no, la pittura non è stata creata per adornare le abitazioni, essa è un’arma nell’attacco, una difesa contro il nemico”.
La ceramica del Tordino è nata a Teramo con l’obiettivo di dare una identità culturale e artistica alla città, riproducendo nei colori la luce tipica delle colline e dell’ambiente naturale che circonda la città senza alcuna estetica.
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